Onifai e Irgoli (20 novembre – 3 dicembre 2016)

Onifai: i campi, la tradizione, la fede

di Matteo Marteddu

Soffia leggera la brezza marina sulle stradine del borgo. Si fa strada tra il Gollei, Camiai, Maria Greca e la parte bassa ad est del Tuttavista. Arriva da Osala o dai canneti di santa Maria ‘e mare. Così Onifai conserva il suo rapporto col mare. Raccolto, nella sua ordinata sobrietà, lo troverà monsignor Marcia, il 20 di novembre, avviando la sua visita pastorale. «Non atto burocratico, come dal sito www.sannicola.it don Angelo sottolinea. Verifica dell’attività pastorale, luci e ombre, cogliere il nuovo, annunciare speranza». In un incontro ideale e fisico tra le due parrocchie, Irgoli e Onifai. Qui camminerà Tra sa Pratha e Cresia, sa Pratha larga, tra S’Olimu e Untana. Interventi urbani adeguati, illuminazione pubblica come primo obiettivo dei Sindaci. Il paese è dentro la conca , tra Sa Serra e Su Pranu e Sa Costa ‘e Gollei. E nella sua semplificazione urbana anche la circonvallazione sud.
Declinazioni moderne di storie passate. Quando “Oniai” rappresentava fisicamente la cerniera tra le colline, le montagne, gli altri villaggi della valle del Cedrino. Come amano dire. Non piace molto: “Bassa Baronia”. Case bianche, ordine urbano. Si vede che c’è stata una regìa. Anche l’imposizione di un piano particolareggiato per il centro storico. Con standard e stili non sempre condivisi. Se fa dire allo storico e scrittore Enzo Espa: «Onifai si accovaccia ai piedi di tre colline. Godi la leggiadria del paese dagli schienali che lo dominano, tutto ordine, tutto nuovo. E l’indicibile lindore nelle strade e nelle cose, ti comunicano che via, casa, spiazzo o chiesa sono una parte del tuo sperare, di quel che ancora ti mancava. Ti viene da credere, vedendolo così, che sia stato confezionato da poche persone sagge». Il grande fiume lo lambisce. Lo accarezza quando è in buone, lo schiaffeggia quando arriva violento dalle forre di Purgatoriu, sotto Cusidore. Anche se imbrigliato e mitigato dalla vecchia diga dalla grande impresa Gallisai. Il Cedrino, ricchezza per le colture agricole e orticole, ancora risorsa per la piccola comunità.
Ultimo censimento 766 anime, su 43 Kmq. Saggezza antica. Richiamata da Enzo Espa. Come quando, per difendere la loro pietra, grandi massi di granito che, per 1800 lire all’anno, finivano in mano a imprese “continentali”, in cave autorizzate con atti di pirateria, non esitarono a mettersi insieme democristiani e Psiup, sinistra estrema. Primi anni ottanta, fantasia oltre la realtà. Tra i protagonisti, Cosomeddu Delussu, Pietro Lai, G. A. Loche, Salvatore Succu. Elessero il sindaco proletario, Tziu Totoi Loche, come affettuosamente riportano le cronache di allora. La popolazione si mobilitò, i “prenditori” continentali furono sconfitti. Genti aduse alle battaglie unitarie. Li rafforza persino l’incertezza sull’origine del nome Onifai. Per alcuni dal greco “onos” (asino) e dal latino “faba” (fava). ( Lussorio Monne, Onifai). La lupinella o sa fava ‘e su molente, che abbonda da queste parti. Come la fantasia dei linguisti. Ma è indubbia la caparbietà nel raggiungere obiettivi condivisi. D’imperio, durante il fascismo, con i comuni di Galtellì e Loculi, venne aggregato a quello di Irgoli. Comune Irgoli/Galtelli. Onifai e Loculi, solo periferiche frazioni.
Aspettarono il dopoguerra, 1946, e il comune fu ricostituito. Con l’orgoglio del primo sindaco, Luigi Branchitta, il suo vice, Antonio Maria Lai e gli assessori Nicolò Sedda, Stefano Cadinu e Pasquale Carrone. Stesso anno, primo bilancio preventivo, sobrio e improntato a sano realismo. E, per non sbagliare, prima assunzione dell’impiegato per le questioni annonarie. Si riprende la sua autonomia, si riorganizza i suo futuro. Fatto di lavoro. Pastorizia all’avanguardia. La cooperativa pastori “La Rinascita”, nel nome, una garanzia. Prodotti raffinati, come certificano gli attestati degli enti preposti. Riferimento per gli allevatori sparsi nelle montagne, da su passiale, Istiolai, a Monte Pizzinnu. E la crisi pare che qui non abbia bussato.
A Onifai si vuol restare. Prendono casa anche quelli che vanno al mare di Orosei. Non se n’è andato Salvatore Succu, sindaco e amministratore per un quarto di secolo. Lavora a Cagliari da 35 anni. Fa avanti e indietro ogni venerdì e talvolta anche nel mezzo della settimana. «Non ho mai pensato di andar via. Legame forte. Gente laboriosa. Si, il mio paese era centrale anche quando ero presidente della comunità montana». Appena 27 metri sul livello del mare, comunità montana? «Beh, lo ammetto. Ma mi sentivo almeno come il presidente della Riviera di Gallura! Il punto era tener viva la comunità. E non siamo nel triste elenco dei comuni in eutanasia, che viaggiano spediti verso lo spopolamento. Un risultato non scontato».
Ha ballato lungo i secoli Onifai, negli scambi Giudicali, baronali e feudali, attorno al Castello di Pontes. A metà ‘400 fu acquistato da Salvatore Guiso per 6.700 ducati. Divenne “Baronia di Galtellì y encontrada de Orosei”. Stette così, immobile per 400 anni. Stretto alle sue chiese. «Non monumenti sontuosi e grandi opere architettoniche» – come sottolinea la pagina principale del sito internet comunale. Belle chiese proprio per ragioni opposte. La strutturale povertà medievale ha rigettato progetti di chiese complesse. Navata unica, senza cupola, senza battisteri. Nessuna capacità di realizzare manufatti impegnativi. Solo nuda pietra, non marmi o affreschi. Non bifore o monofore. La luce entrava come poteva, con difficoltà.
Ma rimaneva la grande e convinta spiritualità, nel raccoglimento comunitario. E ancora con sobrietà, don Angelo Cosseddu accoglierà il Vescovo nella patronale di San Sebastiano, le chiese di santa Croce, della Vergine di Loreto, di Santu Juanne Istranzu. E chissà che, dopo mesi di spaventosa siccità, il fiume non riporti abbondanza, prima di gettarsi sotto il ponte nuovo, verso la gola del Gollei.

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Irgoli, il paese che scommette su ambiente, arte e cultura

di Matteo Marteddu

Crogiuolo di cultura e fabbrica di imprese. Aggredisce il futuro, Irgoli. Monsignor Marcia troverà qui una terra animata, scossa, in fermento. Una comunità che vuole andare avanti e che con le sue 2400 anime, ha bloccato lo spopolamento. Anzi, gli uffici del comune registrano le tante richieste di stranieri, istranzos, che comprano casa e vogliono stare qui, tra Sant’Istevene, Santa Brizida e Banaeras. Antichi rioni, riordinati con il gusto della pietra locale. E Funtana Manna, primo battesimo nelle acque zampillanti in pratza ‘e sos arboreddos. Clima mite, brezza leggera, da janna ‘e Pruna e Norghio. «Sono venuto a trovarti, Norghio, e ho visto a valle morbide alture, modellate dal tempo. Scrive il sito del Comune. Sono venuto a sentirti, luogo del vento, sospiro sublime, sibilo senza tempo». La loro foresta, ricca di misteri e di storia. Quei 143 siti archeologici, artistici, ambientali. Ricchezza vera. Contribuisce a rendere importante il Museo Archeologico-Antiquarium Comunale. Reperti della grande storia del territorio di Irgoli, dal Neolitico recente, al Medioevo. Fanno bella mostra i “tesori” di janna ‘e Pruna e Su Natante, siti aperti al pubblico, gestiti da società specializzate. Ma il filo della cultura porta subito ai giorni nostri.
Irgoli produce professionisti di alto valore, anche se sobri e riservati, che si muovono a loro agio nel mondo della finanza internazionale e che non hanno reciso la loro radice. Così si scopre il mecenate, che dalle piazze finanziarie di mezzo mondo, torna nei vicoli del paese, sta accanto alla mamma anziana e promuove a Irgoli iniziative straordinarie. Mostra annuale di giovani artisti sardi “Concorso Arte – Irgoli” e intreccio con la grande tradizione pittorica dell’Isola. «Appuntamento – dice il sindaco Giovani Porcu – entrato ormai nel nostro filone culturale, che ci pone all’avanguardia nel panorama regionale». Con i suoi assessori guida l’amministrazione, espressione di lista civica, attento e in stretto contatto con le iniziative della Parrocchia. «Comunque la pensasse ognuno di noi – scrive nella prefazione al libro Le Sante Spine di Michele Carta – convenivamo sul fatto che la chiesa locale ha avuto e ha tuttora un ruolo fondamentale nella formazione, nelle famiglie, nella scuola». Buona sintonia tra Stato e Chiesa a Irgoli, ottant’anni in anticipo rispetto Patti lateranensi. Se a maggio del 1850, tra il Consiglio comunale, sindaco Giuseppe Porcu e il Vescovo Michele Marongiu «Nel corso della santa visita pastorale e per superare contestazioni con il Curato, sulla tassa che dovrà corrispondersi dalla Comune per i funerali, si concorda: per l’infisseo degli accompagnamenti dei cadaveri, scudi due al parroco; per i funerali di seconda classe quattro scudi sardi, di cui tre reali, ai sacristi; per l’accompagnamento dei cadaveri dei fanciulli, soldi sei, di cui soldi uno per i sacristi. Questo, volendo noi che, in modo stabile, perseveri sempre l’armonia e l’ordine tra il curato e la popolazione di Irgoli». (Lussorio Monne, Irgoli). Insomma, patti chiari, amicizia lunga.
D’altronde erano tutti ben consapevoli che quando scattava l’istituto delle “Domenicalias”, colui che le aveva intestate, vassallo o valvassore, esercitava potere assoluto su uomini e cose. E la Chiesa provvedeva a star vicino al suo popolo. Anche in quella funzione di supplenza, che, a metà ottocento, poneva al vescovo di Nuoro l’angosciante esigenza di rivolgersi, con queste parole, ai parroci della Baronia: «Ai mali delle nostre campagne si aggiunge il flagello della philossera, insetto invisibile, potente a rodere le radici della vite, la dissecca. L’autorità ci invita con calde preghiere a rivolgerci a voi, della vigna mistica del Signore, perché illuminiate i parrocchiani, a difendersi, ottemperando ai provvedimenti del governo del Re». Rete informativa capillare, altro che moderne prefetture!
Monsignor Marcia benedirà lo sviluppo. Anche quello che si costruisce dopo le crisi. E dalla crisi della grande impresa salumificio Murru, con caparbietà e determinazione, si va incontro al futuro, prendendosi in carico le responsabilità gli stessi lavoratori. Terra di imprese. Resa marginale l’agricoltura, dagli anni settanta fioriscono aziende pastorali e artigianali. Hanno tenuto a debita distanza “Su Riu Mannu”, gli irgolesi. Lo rispettano, non lo temono. E guardano sempre più al mare, come nuova risorsa. Mettendo su strutture di accoglienza turistica, tra Monte Senes, Settile, Piperedda e Santu Michelli. «Vicini alle imprese – dice il Sindaco – salumificio, mangimificio, forni per il pane carasau, nuove lavorazioni dell’olio e della vite. Compito talvolta ingrato, il nostro. Ultima propaggine della catena dello Stato, che dobbiamo comunque difendere anche quando compie scelte indifendibili». Anima sardista, antica, Giovanni Porcu. Incoraggiato da tante associazioni, da tanto volontariato, quello animato da Totoreddu Chessa, maestro dell’organetto diatonico in Sardegna, riferimento per le nuove generazione di tutta l’Isola.
Esporta cultura, Irgoli e si tiene le sue radici. Le 23 chiese disseminate nel suo territorio sono plastica manifestazione di religiosità antica, da quando respinse, prima dell’anno mille le spaventose razzie dei saraceni, incursori dal mare di Orosei. Strumenti diversi, oggi. Il vivace sito web della parrocchia San Nicola. «La visita del Vescovo, scrive don Angelo, sulla home page, non è un atto burocratico o formale, ma un incontro di famiglia dove tutti avremo modo di esprimere la nostra realtà religiosa. Il Vescovo visiterà tutte le categorie gli ambienti: Famiglia, scuola, istituzioni, mondo del lavoro e dello sport, piccoli e grandi, poveri, malati, anziani, portando la Parola del vangelo, confermandoci nella fede, annunciandoci la gioia della speranza».
Non sarà tutto rose e fiori, ci saranno anche le spine. E Le Sante Spine Irgoli ha sempre venerato. Da quando, già nel 1500, scrivevano le cronache, tradotto dal latino, «In questa parrocchia di Irgoli si conserva ab immemorabili una insigne reliquia della S. Spina di Gesù Cristo, entro un tubo di cristallo guernito alle due estreme da due anelli di argento dorato… La festa si celebra la domenica di Passione con molto concorso di forestieri». (Michele Carta, Le sante Spine, 2015). Si incrociano, come spesso accade, verità e leggende. Tra queste, quella per cui una delle tre spine andò in gola ad una donna di Oristano. Rimane l’eco del fascino delle radici. E spesso rafforza, non sminuisce, il senso del comune vivere e sentire.

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Il programma
  • Domenica 20 novembre
    Ore 15.30 Onifai: Celebrazione di apertura della Visita Pastorale per entrambi i paesi
  • Lunedì 21 novembre
    In mattinata il Vescovo a Nuoro per la festa di Nostra Signora delle Grazie
    Ore 15.30 Onifai: Visita al Cimitero
    Ore 16.30 Onifai: Incontro con i ragazzi del Catechismo
    Ore 17.30 Irgoli: Santa Messa
    Ore 18.15 Irgoli (Oratorio) Incontro con gli operatori liturgici: Catechisti, Ministri Straordinari Eucaristia, Gruppi Liturgici e Decoro chiesa
  • Martedì 22 novembre
    Ore 7.30 Onifai: Santa Messa
    Ore 8.05 Irgoli: Buongiorno Gesù
    Ore 8.30 Onifai: Visita ai malati e anziani
    Ore 12.00 Onifai: Incontro con il Consiglio Comunale
    Ore 15.30 Irgoli: Visita al Cimitero
    Ore 16.30 Irgoli: Visita ai malati e anziani
    Ore 17.30 Irgoli: Santa Messa
    Ore 18.00 Irgoli (Oratorio): Incontro con i Gruppi di volontariato Vincenziani – Caritas – ADI
    Ore 19.00 Irgoli (Oratorio): Incontro con i Gruppi di volontariato laico: Protezione Civile, Croce Verde
  • Mercoledì 23 novembre
    Ore 7.30 Irgoli: Santa Messa
    Ore 8.05 Irgoli: Buongiorno Gesù
    Ore 8.30: Incontro con i sacerdoti
    Ore 9.00 Irgoli: Visita ai malati e anziani
    Ore 15.00 Onifai: Adorazione – Confessioni
    Ore 17.30 Onifai: Santa Messa
    Ore 18.00 Onifai: Incontro con i Cresimandi, Padrini, Madrine, Genitori
  • Venerdì 25 novembre
    Ore 7.30 Onifai: Santa Messa
    Ore 8.05 Irgoli: Buongiorno Gesù
    Ore 9.00 Irgoli: Visita alle scuole
    Ore 15.00 Irgoli: Adorazione – Confessioni
    Ore 17.30 Irgoli: Santa Messa
    Ore 19.00 Irgoli (Oratorio): Incontro con il mondo del lavoro, Salumifici, Panifici, Forestali, Mangimificio, Commercianti, Artigiani
  • Sabato 26 novembre
    Ore 7.30 Onifai: Santa Messa
    Ore 8.05 Irgoli: Buongiorno Gesù
    Ore 9.00 Irgoli: Visita ai malati e anziani
    Ore 11.00 Irgoli (San Michele): Incontro con i Comitati Feste: San Michele, Sant’Antioco, San Nicola, Sant’Elena, San Giuseppe, Sant’Antonio, Santu Iuanne Istranzu
    Ore 15.00 Irgoli: Visite ai malati e anziani
    Ore 17.30 Irgoli: Santa Messa
    Ore 18.30 Onifai (Chiesa di Nostra Signora di Loreto): Incon- tro con le Confraternite
  • Domenica 27 novembre
    Ore 8.00 Irgoli: Santa Messa
    Ore 10.00 Onifai: Celebrazione Cresime
    Ore 16.00 Irgoli (Oratorio): Incontro delle famiglie
  • Lunedì 28 novembre
    Ore 7.30 Onifai: Santa Messa
    Ore 8.05 Irgoli: Buongiorno Gesù
    Ore 9.00 Onifai: Visita ai malati e anziani
    Ore 11.00 Onifai: (Locali Anfiteatro): Incontro con i Pastori, Agricoltori
    Ore 15.00 Irgoli: Visita ai malati e anziani
    Ore 17.30 Irgoli: Santa Messa
    Ore 18.30 Irgoli (Oratorio): Incontro con i Gruppi Culturali e Gruppi Folk: CIAS, S’Olimu, Cambales, Tradizioni Popolari, Coro Sant’Elene, Sos Cantores, Sas Baroniesas, Gruppi Musicali
  • Martedì 29 novembre
    Ore 7.30 Onifai: Santa Messa
    Ore 8.05 Irgoli: Buongiorno Gesù
    Ore 9.00 Irgoli: Visita ai malati e anziani
    Ore 11.30 Irgoli: Visita alle Forze dell’Ordine
    Ore 12.00 Irgoli: Incontro con il Consiglio Comunale
    Ore 15.30 Irgoli: Visita ai malati e anziani
    Ore 17.30 Irgoli: Santa Messa
    Ore 18.30 Irgoli (Palestra): Incontro con i Gruppi Sportivi: Calcio, Basket, Tennis, Volley, Speedy Sport
  • Mercoledì 30 novembre
    Ore 7.30 Onifai: Santa Messa
    Ore 8.05 Irgoli: Buongiorno Gesù
    Ore 9.00 Irgoli: Visite ai malati e anziani
    Ore 11.00 Irgoli: Colloqui con il Vescovo
    Ore 15.00 Irgoli: Incontro con i ragazzi del Catechismo e Oratorio
    Ore 17.30 Irgoli: Santa Messa
    Ore 18.30 Irgoli (Oratorio): Incontro con le Associazioni e Movimenti Religiosi: Cursillos, Rinnovamento, Gruppi di preghiera Padre Pio – Del Rosario, Amici di Maria
  • Venerdì 2 dicembre
    Ore 8.05 Irgoli: Buongiorno Gesù
    Ore 9.00 Onifai: Visita ai malati e anziani
    Ore 15.00 Irgoli: Santa Messa per i Malati
    Ore 16.00 Irgoli: Visita ai malati e anziani
    Ore 18.00 Irgoli (Oratorio): Incontro con i Consigli Pastorali
  • Sabato 3 dicembre
    Ore 8.05 Irgoli: Buongiorno Gesù
    Ore 09.00 Irgoli: Visita ai malati e anziani
    Ore 12.00 Irgoli: Colloqui
    Ore 16.00 Irgoli Santa Messa conclusiva della Visita Pastorale e Momento conviviale

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