Orotelli (1-12 ottobre)

Due parrocchie, un solo paese

 

di Angelo Sirca

Pro sa patria orotellesa / precade, Battista santu /
ch’intercedat intertantu / dae sos chelos su favore. (Dai Gosos di San Giovanni Battista)

Orotelli è terra di pietre e miele, e anche il carattere dei suoi abitanti contempla ruvidi orgogli e sorprendenti dolcezze. Il rapporto degli orotellesi con la religione risente di quest’ambivalenza, ma anche i pugni chiusi di quasi tutti i più accesi co- munisti alla fine si distendono nel segno della croce.
Intorno al 1116 viene fondato un monastero benedettino, con annessa la chiesa di San Giovanni Battista; la presenza dei frati che si protrae per un paio di secoli è benefica per gli orotellesi e per il suo territorio. La chiesa di San Giovanni Battista, come quasi tutte le chiese medievali è orientata da ovest a est, costruita con dadi di trachite rossa, tranne le fiancate le quali sono in mattoni cotti, è di forma basilicale. Ha un caratteristico campanile, consistente in due solidi prismi alti quattro metri e lunghi di faccia oltre un metro, riporta bassorilievi raffiguranti figure umane, agnelli, serpenti, e poi finissimi trafori e ricami alle cornici. Nell’interno la chiesa «aveva di notevole – nota il sacerdote orotellese Salvatore Merche, autore di una preziosa monografia dedicata al suo paese – l’altare maggiore in legno, l’altare del Crocifisso demolito nel 1922». E negli anni altri interventi hanno contribuito a rendere quasi anonimo l’interno dell’edificio di culto. San Giovanni, festeggiato il 29 agosto, è il luogo dove gli orotellesi cercano conforto per i loro dolori e recitano una prece per le loro speranze. La chiesa «sorge – come scrive il Merche – sul punto più cospicuo del villaggio, al sommo del colle che da essa prende il nome»; le sere d’estate, prima che scelleratezze urbanistiche ne chiudessero in parte l’orizzonte, si vedevano brillare i paesi vicini, e si vedevano anche i fumi delle ciminiere avanti che il sogno dell’industrializzazione si frantumasse, alcuni che hanno avuto responsabilità in quel fallimento ancora pontificano all’ombra di confortevoli vitalizi.
Forse l’intraprendenza dei benedettini come un fiume carsico ha attraversato i secoli, ed è riemersa nel corso dell’Ottocento quando i proprietari hanno iniziato, a «selezionare il bestiame, – afferma don Merche – importando dal Continente e dalla Svizzera tori e vacche delle migliori razze (…) acquistando cavalle fattrici e stalloni di sangue arabo e inglese, ovini e suini delle migliori razze del continente», contemporaneamente «sorse – continua Merche – una più larga e più razionale coltura dei terreni (…) usando largamente gli aratri di ferro». Un paese in cui certo ci sono stati degli arroccamenti conservatori, e una lunga diatriba tra proprietari e contadini, ma i Senes, i Sirca, i Lostia non possono essere cancellati, come spesso viene fatto, con un tratto d’ipocrisia dalla storia della comunità.
Gli orotellesi sono tutti impastati con la medesima argilla, quando vanno fuori il rintocco delle campane ricorda loro quello di San Giovanni, e a quel suono anche i cuori induriti da mille vicende battono più leggeri. Nel Novecento monsignor Antonio Meloni ha retto per cinquant’anni la parrocchia e il suo ricordo è vivo in chi l’ha conosciuto, ora don Franco Pala, giovane dinamico e ligio al suo ministero, deve occuparsi oltre che di San Giovanni Battista anche della parrocchia dello Spirito Santo.

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Se un viaggiatore percorresse la 131 dcn, a un certo punto, vedrebbe tre agglomerati urbani: S’iscaleddu, Orotelli centro, Mussinzua (quasi a riecheggiare la suddivisione della Gallia di cesariana memoria), ma un comune solo.
Agli orotellesi piace credere che il nome del proprio paese derivi dal latino auri tellus (terra d’oro), e il rione Mussinzua perché si chiama così? Per spiegare l’etimologia di questa parola possediamo un documento d’archivio risalente al 1855 nel quale si parla di un «chiuso, denominato MOSSEN – GIUA LEONARDU». Il nome Leonardu, in seguito, è andato perduto, Giua si è trasformato in Zua e Mossen in Mussin, di qui Mussinzua, che si estende per tutta la valle de S’ena, dove si trovava s’arzola, l’aia, luogo di memoria per tutti i contadini di Orotelli, quando il paese era il granaio del circondario. Nella zona, il periodo dell’aratura i contadini, la sera, conducevano i buoi al pascolo «a gruppetti di tre o quattro “sos massaios” (…) accendevano il fuoco – scrive don Tommaso Puddu – a chi osservava la scena dalla periferia del paese, quando il cielo era coperto, appariva come uno spettacolo di fiaba». Le prime costruzioni del nuovo agglomerato sono del 1929 quando i coniugi Giuseppe Congiu e Lucia Loddo iniziano a edificare la loro casetta. Negli anni il rione si abbellisce di nuove abitazioni, dotate di tutti i comfort, aggrappate a Sa costa e s’istria e a Nusullu, altre nella piana di Ortivai a forgiare quasi un nuovo paese dalle rimesse degli emigrati e dagli operai di Ottana, che purtroppo ha potuto essere fonte di reddito per una generazione soltanto.
Ma siccome l’uomo non vive solo di soddisfazioni materiali a un certo punto si rende necessario alimentare anche lo spirito, è così nasce la chiesa dello Spirito Santo, costruita, in parte, sul terreno dove tra il XIV e il XV secolo era stata edificata l’omonima chiesa.
Negli anni settanta del secolo scorso don Antonio Falconi crea entusiasmo e mobilitazione coinvolgendo l’intero paese nell’ avventura e così il nuovo edificio, che sostituirà la “cappellina” dove allora si celebrava Messa, costruito col granito donato dal proprietario di Sas tancas mannas inizia a prendere forma. La chiesa verrà conclusa, dopo varie peripezie burocratiche, grazie all’impegno del nuovo parroco Tommaso Puddu, e sarà una gara tra gli orotellesi a chi con generosità potrà meglio contribuire, non ultimi gli emigrati perché «la terra dove si nasce a caso, messe una volta le radici – come scrive Salvatore Cambosu – quanto più uno se ne va lontano, più se la sente vicino».
Il 6 giugno 1981, sabato vigilia di Pentecoste, la nuova chiesa, con grande partecipazione di popolo, alla presenza del vescovo Giovanni Melis, dell’allora parroco don Tommaso Puddu e di un nutrito numero di sacerdoti, viene inaugurata.
La cupola piramidale dell’edificio ricorda le costruzioni egizie, alcuni vogliono vedervi un richiamo all’ antico pinnettu, ma gli orotellesi non si spaventano per le stravaganze architettoniche, anni fa un “geniale” tecnico avrebbe voluto spostare il portale, s’arcu, (in stile romanico, che dava accesso al convento dei benedettini in piazza San Giovanni) nella periferia del paese.
Negli anni Ottanta in un’intervista televisiva monsignor Rosario Menne, citiamo a memoria, afferma: «Orotelli è un paese non semplice, con tante cose positive ma non pochi aspetti critici, ma è il mio paese», pensiamo che questa frase possa essere giusto suggello a queste “notarelle”.

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Il programma
  • Sabato 1° ottobre
    Ore 19.00: Apertura Visita Pastorale, Santa Messa (Parr. San Giovanni Battista)
  • Domenica 2 ottobre
    Ore 11.00: Santa Messa e Supplica B. V. di Pompei (Parr. San Giovanni Battista)
    Ore 19.00: Incontro del Vescovo con il Consiglio Pastorale e il Consiglio Affari Economici (POA)
  • Lunedì 3 ottobre
    Ore 7.30: Lodi mattutine (Parr. Spirito Santo)
    Ore 8.15: Buongiorno Gesù… dei bambini (Parr. San Giovanni Battista)
    Ore 9.00-12.00:Visite ai malati
    Ore 15.00: Visita in cimitero
    Ore 16.30: Incontro dei bambini del Catechismo (POA)
    Ore 18.30: Santa Messa (Parr. San Giovanni B.) Ore 19.30: Visita in Comune
  • Martedì 4 ottobre Festa di San Francesco
    Ore 7.30: Lodi mattutine (Parr. Spirito Santo)
    Ore 8:15: Buongiorno Gesù… dei bambini (Parr. San Giovanni Battista)
    Ore 9.00-12.00: Visite Scuole Infanzia – Elementari – Medie
    Ore 15.00-16.30: Visite ai malati
    Ore 17.00: Santa Messa (Parr. Spirito Santo)
    Ore 18.00-18.30: Il Vescovo in ascolto (Parr. Spirito Santo)
    Ore 19.00: Incontro con tutte le famiglie (Cappellina)
  • Mercoledì 5 ottobre
    Ore 7.30: Lodi mattutine (Parr. Spirito Santo)
    Ore 8.15: Buongiorno Gesù… dei bambini (Parr. San Giovanni Battista)
    Ore 9.00-12.00: Visite ai malati
    Ore 16.00-18.00: Visite ai malati
    Ore 18.30: Santa Messa (Parr. San Giovanni B.)
    Ore 19.30-20: Incontro del Vescovo con il parroco
    Ore 20.30: Incontro con i giovani (POA)
  • Giovedì 6 ottobre
    Ore 7.30: Lodi mattutine (Parr. Spirito Santo)
    Ore 8.15: Buongiorno Gesù… dei bambini (Parr. San Giovanni Battista)
    Ore 9.00-12.00: Adorazione Eucaristica – Confessioni (Parr. San Giovanni Battista)
    Ore 15.00-16.30: Adorazione Eucaristica – Confessioni (Parr. Spirito Santo)
    Ore 17.00: Santa Messa (Parr. Spirito Santo)
    Ore 18.00-19.30: Visite ai malati
    Ore 20.00: Incontro con il mondo del lavoro
  • Venerdì 7 ottobre
    Ore 7.30: Lodi mattutine (Parr. Spirito Santo)
    Ore 8.15: Buongiorno Gesù… dei bambini (Parr. San Giovanni Battista)
    Ore 8.30: Santa Messa B. V. Rosario (Parr. San Giovanni Battista)
  • Lunedì 10 ottobre
    Ore 7.30: Lodi mattutine (Parr. Spirito Santo)
    Ore 8.15: Buongiorno Gesù… dei bambini (Parr. San Giovanni Battista)
    Ore 8.30-9.00: Il Vescovo in ascolto (Parr. San Giovanni Battista)
    Ore 9.00-12.00: Visita alla Comunità-Alloggio “San Pietro” – Santa Messa
    Ore 15.00-16.30: Visite ai malati
    Ore 17.00: Santa Messa (Parr. Spirito Santo)
    Ore 18.00: Incontro A.D.I. – Catechiste – Ministre straordinarie
    Ore 20.30: Incontro associazioni (Calcio – Pesca – Thurpos)
  • Martedì 11 ottobre
    Ore 7.30: Lodi mattutine (Parr. Spirito Santo)
    Ore 8.15: Buongiorno Gesù… dei bambini (Parr. San Giovanni Battista)
    Ore 9.00-12.00: Visita ai malati
    Ore 16.00-16.30: Il Vescovo in ascolto (Parr. San Giovanni Battista)
    Ore17.00: Incontro della terza età (Parr. San Giovanni Battista)
    Ore 18.30: Santa Messa (Parr. San Giovanni B.)
    Ore 20.00: Incontro priorati – Associazioni (“Santu Pedru” – N. S. di Sinne – Confraternita – Volontariato)
  • Mercoledì 12 ottobre
    Ore 7.30: Lodi mattutine (Parr. Spirito Santo)
    Ore 8.15: Buongiorno Gesù… dei bambini (Parr. San Giovanni Battista)
    Ore 9.00-12.00: Visite ai malati
    Ore 16.30: Chiusura della Visita Pastorale, Santa Messa (Parr. Spirito Santo)

 

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