{"id":97,"date":"2023-10-02T16:15:49","date_gmt":"2023-10-02T14:15:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidinuoro.it\/percorsidigrazia\/?page_id=97"},"modified":"2023-11-23T09:19:10","modified_gmt":"2023-11-23T08:19:10","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diocesidinuoro.it\/percorsidigrazia\/galtelli\/storia\/","title":{"rendered":"Galtell\u00ec_Storia"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-97\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-97-0\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"row grid-x panel-row-style panel-row-style-for-97-0\" ><div id=\"pgc-97-0-0\"  class=\"panel-grid-cell cell columns small-12 medium-12\" ><div id=\"panel-97-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child\" data-index=\"0\" ><div style=\";background-repeat:repeat;\" class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-97-0-0-0\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<h3><strong>Galtell\u00ec<\/strong><\/h3>\n<h4><strong>Cenni storici<\/strong><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il territorio di Galtell\u00ec \u00e8 stato abitato fin dall'epoca neolitica; nel Medioevo assume maggiore importanza, divenendo una sede di curatoria del Giudicato di Gallura inferiore (titolo poi passato ad Orosei) e la seconda diocesi della Gallura. Informazioni sull'aspetto economico, demografico e politico di Galtell\u00ec sono contenute nel Liber Fondachi e nel Repartimiento de Cerde\u00f1a, fonti preziose per la comprensione della storia e dell'importanza di questo luogo.<br \/>\nGrazie agli studi di mons. Ottorino Alberti e mons. Pietro Maria Marcello, abbiamo un maggior numero di notizie che avvalorano l'importanza di questa antica sede vescovile. Istituita nei primi decenni del XIII secolo, gi\u00e0 nel 1138 la sede divenne suffraganea di Pisa e, a distanza di tre secoli e mezzo, nel 1495 fu unita da papa Alessandro VI con la diocesi di Cagliari.<\/p>\n<p>Con la dominazione sabauda la diocesi viene ricostituita da papa Pio VI nel 1779. \u00c8 avvalorata la teoria secondo la quale la cattedrale sia quella di San Pietro, dato il ritrovamento di affreschi risalenti all'XI o XII secolo. Sicuramente la chiesa \u00e8 il luogo in cui \u00e8 stato conservato maggiormente il patrimonio artistico, in particolare gli arredi costituiti da tessuti, argenti, dipinti e sculture, che avevano un'importanza fondamentale.<\/p>\n<p>Nel corso della storia, ci sono state varie modifiche nella struttura delle diocesi in Sardegna, in parte dovute a ragioni politiche e amministrative. La Sardegna fu soggetta a cambiamenti territoriali, dominazioni straniere e influenze politiche esterne che portarono a riassegnazioni e modifiche nella suddivisione ecclesiastica.<br \/>\nGaltell\u00ec in et\u00e0 giudicale si trov\u00f2 a far parte del giudicato di Gallura che comprendeva la parte nord-orientale dell\u2019isola. La diocesi di Galtell\u00ec venne fondata verosimilmente nel terzo decennio del XII secolo. Venne originariamente posta sotto la diretta dipendenza della Santa Sede, insieme all\u2019altra diocesi presente nel giudicato di Gallura, quella di Civita (nome antico della citt\u00e0 di Olbia). Nel 1138 un documento redatto da papa Innocenzio II, stabilisce che le diocesi galluresi sarebbero passate sotto l\u2019amministrazione dell\u2019arcidiocesi di Pisa.<br \/>\nLa diocesi di Galtell\u00ec venne ricavata togliendo all\u2019originaria diocesi di Civita le ville comprese nelle curatorie di Galtell\u00ec-Orosei, della Barbagia di Bitti, di Orfili e di Posada, che costituivano il territorio della cosiddetta bassa Gallura. Non si conoscono le motivazioni che spinsero a scegliere come sede diocesana proprio un centro che era caratterizzato da una densit\u00e0 demografica molto bassa, e non appariva come una villa ricca o comunque che possedesse caratteristiche tali da giustificarne la scelta come sede diocesana. Un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita consente di mettere in luce alcuni elementi favorevoli che sicuramente vennero presi in considerazione al momento di istituirvi la sede diocesana.Il 21 luglio 1779, con la bolla papale \"Eam inter caeteras\" di papa Pio VI, la sede episcopale fu ripristinata con il nome di \"diocesi di Galtell\u00ec-Nuoro,\" sottoposta all'arcidiocesi di Cagliari. Contestualmente, la residenza vescovile fu spostata da Galtell\u00ec a Nuoro. Il 27 gennaio 1928, la diocesi cambi\u00f2 il suo nome in \"diocesi di Nuoro.\"<\/p>\n<p>Galtell\u00ec era molto probabilmente un piccolo centro ma si trovava in una posizione strategica perch\u00e9 protetto sia naturalmente, dal monte Tuttavista, sia dalle fortificazioni costruite dall\u2019uomo (<a href=\"https:\/\/www.diocesidinuoro.it\/percorsidigrazia\/galtelli\/castello-di-pontes\/\">castello di Pontes<\/a>); sia perch\u00e9 sito in un\u2019area discosta dal mare, fonte di pericolo e di insicurezza, ma allo stesso tempo neanche troppo distante da quel mare che permetteva di effettuare scambi commerciali.<\/p>\n<p>Con il crollo del giudicato di Gallura, divenne nel 1288 possedimento del comune di Pisa . In seguito con l\u2019inizio della dominazione aragonese la diocesi ritorn\u00f2 sotto la diretta dipendenza della Santa Sede e vennero tolte al controllo dell\u2019arcidiocesi di Pisa.Tra il XII e il XIII secolo viene attuata una politica matrimoniale tra le casate nobiliari pisane e genovesi e le famiglie dei giudici isolani, che porta alla caduta del giudicato di Gallura sotto la casata Visconti. Nel 1326 Galtell\u00ec passa sotto il dominio aragonese fino al 1478. Dal 1459 divenne feudo della famiglia Guiso; nel 1645 il re Filippo IV di Spagna assegna a questa famiglia il titolo di marchesi dell'Albis. Il feudo rimane ai Guiso fino al 1808, quando per problemi di successione viene ceduto al Regio Demanio. Galtell\u00ec diviene cos\u00ec parte del demanio statale da cui fu riscattato nel 1838, e nel 1946 con Decreto Legge Luogotenenziale, diviene finalmente Comune Autonomo.<\/p>\n<p>La storia di Galtell\u00ec \u00e8 stata segnata da sfide significative tra cui la malaria, le carestie e le inondazioni. La malaria \u00e8 stata una minaccia per la popolazione locale, portando a un alto tasso di mortalit\u00e0 e a una pessima qualit\u00e0 della vita. Gli sforzi per combattere la malaria includevano la bonifica delle zone colpite e l'uso di repellenti, ma la piaga persistette per lungo tempo. Allo stesso modo, nel corso dei secoli, la regione ha sperimentato carestie causate da fattori come le condizioni climatiche avverse, le limitate risorse idriche e le pratiche agricole. Queste carestie hanno causato carenza di cibo, riduzione della produzione agricola e sofferenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div id=\"panel-97-0-0-1\" class=\"so-panel widget widget_sow-hero\" data-index=\"1\" ><div style=\";background-repeat:repeat;\" class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-97-0-0-1\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-hero so-widget-sow-hero-default-82b1ed0d2b05-97 so-widget-fittext-wrapper\"\n\t\t\t data-fit-text-compressor=\"0.85\"\n\t\t>\t\t\t\t<div class=\"sow-slider-base\" style=\"display: none\" tabindex=\"0\">\n\t\t\t\t\t<ul\n\t\t\t\t\tclass=\"sow-slider-images\"\n\t\t\t\t\tdata-settings=\"{&quot;pagination&quot;:true,&quot;speed&quot;:800,&quot;timeout&quot;:8000,&quot;paused&quot;:false,&quot;pause_on_hover&quot;:false,&quot;swipe&quot;:true,&quot;nav_always_show_desktop&quot;:&quot;&quot;,&quot;nav_always_show_mobile&quot;:&quot;&quot;,&quot;breakpoint&quot;:&quot;780px&quot;,&quot;unmute&quot;:false,&quot;anchor&quot;:null}\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tdata-anchor-id=\"\"\n\t\t\t\t>\t\t<li class=\"sow-slider-image  sow-slider-image-cover\" style=\"visibility: visible;;background-color: #333333;background-image: url(https:\/\/www.diocesidinuoro.it\/percorsidigrazia\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2023\/11\/Senza-titolo-1.png)\" >\n\t\t\t\t\t<div class=\"sow-slider-image-container\">\n\t\t\t<div class=\"sow-slider-image-wrapper\">\n\t\t\t\t<p><i><span style=\"font-weight: 400\">\u201cLo stradone, fino al paese era in salita ed egli camminava piano perch\u00e9 l'anno passato aveva avuto le febbri di malaria e conservava una gran debolezza alle <\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400\">gambe: ogni tanto si fermava volgendosi a guardare il poderetto tutto verde fra le due muraglie di fichi d'India\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Grazia Deledda, <em>Canne al vento<\/em>, Ed. Ilisso, pag. 37<\/span><\/p>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/li>\n\t\t<\/ul>\t\t\t\t<ol class=\"sow-slider-pagination\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<li><a href=\"#\" data-goto=\"0\" aria-label=\"display slide 1\"><\/a><\/li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/ol>\n\n\t\t\t\t<div class=\"sow-slide-nav sow-slide-nav-next\">\n\t\t\t\t\t<a href=\"#\" data-goto=\"next\" aria-label=\"next slide\" data-action=\"next\">\n\t\t\t\t\t\t<em class=\"sow-sld-icon-thin-right\"><\/em>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\t\t\t<div class=\"sow-slide-nav sow-slide-nav-prev\">\n\t\t\t\t\t<a href=\"#\" data-goto=\"previous\" aria-label=\"previous slide\" data-action=\"prev\">\n\t\t\t\t\t\t<em class=\"sow-sld-icon-thin-left\"><\/em>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"panel-97-0-0-2\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor\" data-index=\"2\" ><div style=\";background-repeat:repeat;\" class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-97-0-0-2\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La malaria \u00e8 stata una minaccia\u00a0 per la popolazione locale, portando a un alto tasso di mortalit\u00e0 e a una pessima qualit\u00e0 della vita.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div id=\"panel-97-0-0-3\" class=\"so-panel widget widget_sow-hero\" data-index=\"3\" ><div style=\";background-repeat:repeat;\" class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-97-0-0-3\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-hero so-widget-sow-hero-default-82b1ed0d2b05-97 so-widget-fittext-wrapper\"\n\t\t\t data-fit-text-compressor=\"0.85\"\n\t\t>\t\t\t\t<div class=\"sow-slider-base\" style=\"display: none\" tabindex=\"0\">\n\t\t\t\t\t<ul\n\t\t\t\t\tclass=\"sow-slider-images\"\n\t\t\t\t\tdata-settings=\"{&quot;pagination&quot;:true,&quot;speed&quot;:800,&quot;timeout&quot;:8000,&quot;paused&quot;:false,&quot;pause_on_hover&quot;:false,&quot;swipe&quot;:true,&quot;nav_always_show_desktop&quot;:&quot;&quot;,&quot;nav_always_show_mobile&quot;:&quot;&quot;,&quot;breakpoint&quot;:&quot;780px&quot;,&quot;unmute&quot;:false,&quot;anchor&quot;:null}\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tdata-anchor-id=\"\"\n\t\t\t\t>\t\t<li class=\"sow-slider-image  sow-slider-image-cover\" style=\"visibility: visible;;background-color: #333333;background-image: url(https:\/\/www.diocesidinuoro.it\/percorsidigrazia\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2023\/11\/Senza-titolo-1.png)\" >\n\t\t\t\t\t<div class=\"sow-slider-image-container\">\n\t\t\t<div class=\"sow-slider-image-wrapper\">\n\t\t\t\t<p><i><span style=\"font-weight: 400\">\u201cle figure giallognole che balzavano dagli sfondi neri screpolati dei dipinti che ancora decoravano le pareti somigliavano a queste donne vestite di nero e viola, tutte pallide come l'avorio e anche le pi\u00fa belle, le pi\u00fa fini, col petto scarno e lo stomaco gonfio dalle febbri di malaria.\u201d\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Grazia Deledda, Canne al vento, Ed. Ilisso, pag. 45<\/span><\/p>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/li>\n\t\t<\/ul>\t\t\t\t<ol class=\"sow-slider-pagination\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<li><a href=\"#\" data-goto=\"0\" aria-label=\"display slide 1\"><\/a><\/li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/ol>\n\n\t\t\t\t<div class=\"sow-slide-nav sow-slide-nav-next\">\n\t\t\t\t\t<a href=\"#\" data-goto=\"next\" aria-label=\"next slide\" data-action=\"next\">\n\t\t\t\t\t\t<em class=\"sow-sld-icon-thin-right\"><\/em>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\t\t\t<div class=\"sow-slide-nav sow-slide-nav-prev\">\n\t\t\t\t\t<a href=\"#\" data-goto=\"previous\" aria-label=\"previous slide\" data-action=\"prev\">\n\t\t\t\t\t\t<em class=\"sow-sld-icon-thin-left\"><\/em>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"panel-97-0-0-4\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor\" data-index=\"4\" ><div style=\";background-repeat:repeat;\" class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-97-0-0-4\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Gli sforzi per combattere la malaria hanno portato alla bonifica delle zone colpite e all'uso di repellenti, tuttavia la piaga persistette per lungo tempo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div id=\"panel-97-0-0-5\" class=\"so-panel widget widget_sow-hero\" data-index=\"5\" ><div style=\";background-repeat:repeat;\" class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-97-0-0-5\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-hero so-widget-sow-hero-default-82b1ed0d2b05-97 so-widget-fittext-wrapper\"\n\t\t\t data-fit-text-compressor=\"0.85\"\n\t\t>\t\t\t\t<div class=\"sow-slider-base\" style=\"display: none\" tabindex=\"0\">\n\t\t\t\t\t<ul\n\t\t\t\t\tclass=\"sow-slider-images\"\n\t\t\t\t\tdata-settings=\"{&quot;pagination&quot;:true,&quot;speed&quot;:800,&quot;timeout&quot;:8000,&quot;paused&quot;:false,&quot;pause_on_hover&quot;:false,&quot;swipe&quot;:true,&quot;nav_always_show_desktop&quot;:&quot;&quot;,&quot;nav_always_show_mobile&quot;:&quot;&quot;,&quot;breakpoint&quot;:&quot;780px&quot;,&quot;unmute&quot;:false,&quot;anchor&quot;:null}\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tdata-anchor-id=\"\"\n\t\t\t\t>\t\t<li class=\"sow-slider-image  sow-slider-image-cover\" style=\"visibility: visible;;background-color: #333333;background-image: url(https:\/\/www.diocesidinuoro.it\/percorsidigrazia\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2023\/11\/Senza-titolo-1.png)\" >\n\t\t\t\t\t<div class=\"sow-slider-image-container\">\n\t\t\t<div class=\"sow-slider-image-wrapper\">\n\t\t\t\t<p><i><span style=\"font-weight: 400\">\u201cIl servo intrecciava una stuoia, all'ombra delle canne, con le dita che tremavano per la febbre di malaria; vedendo la vecchia che gli si sedeva ai piedi con la bottiglia in grembo, sollev\u00f2 appena gli occhi velati e attese rassegnato, quasi sapesse gi\u00e0 quello che ella voleva da lui.\u201d\u00a0\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Grazia Deledda, Canne al vento, Ed. Ilisso, pag. 89<\/span><\/p>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/li>\n\t\t<\/ul>\t\t\t\t<ol class=\"sow-slider-pagination\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<li><a href=\"#\" data-goto=\"0\" aria-label=\"display slide 1\"><\/a><\/li>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/ol>\n\n\t\t\t\t<div class=\"sow-slide-nav sow-slide-nav-next\">\n\t\t\t\t\t<a href=\"#\" data-goto=\"next\" aria-label=\"next slide\" data-action=\"next\">\n\t\t\t\t\t\t<em class=\"sow-sld-icon-thin-right\"><\/em>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\t\t\t<div class=\"sow-slide-nav sow-slide-nav-prev\">\n\t\t\t\t\t<a href=\"#\" data-goto=\"previous\" aria-label=\"previous slide\" data-action=\"prev\">\n\t\t\t\t\t\t<em class=\"sow-sld-icon-thin-left\"><\/em>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"panel-97-0-0-6\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor\" data-index=\"6\" ><div style=\";background-repeat:repeat;\" class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-97-0-0-6\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inoltre, una violenta alluvione nel 1951 e un nubifragio nel 2004 causa dell\u2019esondazione del fiume Cedrino, provocarono disagi significativi e notevoli danni a tutto il paese, compresi gli edifici in cui erano custoditi documenti storici. Fu cos\u00ec necessario trasferire l'archivio storico in una struttura per evitare che l'alto tasso di umidit\u00e0 deteriorasse ulteriormente il materiale cartaceo. Dispersioni accertate di atti si ebbero quando il Comune di Galtell\u00ec fu aggregato a quello di Irgoli (1927 - 1946).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div id=\"panel-97-0-0-7\" class=\"so-panel widget widget_sow-slider panel-last-child\" data-index=\"7\" ><div style=\";background-repeat:repeat;\" class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-97-0-0-7\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-slider so-widget-sow-slider-default-6d39609536fd-97\"\n\t\t\t\n\t\t>\t\t\t\t<div class=\"sow-slider-base\" style=\"display: none\" 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