Amoris Lætitia, capitolo II

La realtà e le sfide delle famiglie

 

Il secondo capitolo della Amoris Laetitia analizza le principali difficoltà e sfide per le famiglie emerse dai due Sinodi. Non è certo un quadro completo, come avvisa papa Francesco, ma uno sguardo sulle realtà delle famiglie sulle quali il Papa ha espresso le proprie preoccupazioni e ci invita a riflettere. Da tempo la Chiesa è consapevole che non si può agire considerando sempre validi forme e modelli del passato. Oggi prevale un individualismo esasperato, un ritmo vita/lavoro che allontana le scelte permanenti: la famiglia diventa un luogo di passaggio a cui ci si rivolge quando e finché conviene, minando le caratteristiche di esclusività e stabilità del matrimonio. Papa Francesco ci esorta a non temere di proporre il matrimonio solo per evitare di confrontarci con questo sentire diffuso: siamo in grado di farlo e dobbiamo offrire questi valori senza timore. Non per imporre norme con la forza, ma per presentare la gioia e la bellezza di questo dono ricevuto da Dio, cercando parole, motivazioni e testimonianze che invitino i giovani ad accettare la sfida del matrimonio. Ci esorta anche a una sincera autocritica, a riconoscere che spesso il modo di presentare il messaggio cristiano ha aiutato a provocare ciò di cui oggi ci lamentiamo.
In passato il matrimonio era visto quasi esclusivamente in funzione del dovere della procreazione; si trascurava l’aspetto unitivo, cioè l’importanza che un legame stabile e orientato alla vita ha nella formazione e realizzazione della coppia. Quante volte il matrimonio è stato presentato solo in maniera teologica e astratta, non rendendolo desiderabile e attraente; per quanto tempo le giovani coppie, con i loro problemi, i loro orari, i loro linguaggi, sono state trascurate, dando per scontato la loro prosecuzione nel cammino della fede. Quante energie pastorali sprecate nell’attaccare o difendersi dal mondo decadente, mentre non siamo stati in grado di proporre e indicare strade di felicità. Non dobbiamo però perdere il contatto con la realtà ignorando la generale cultura del provvisorio che porta a fuggire da relazioni stabili, a consumare relazioni affettive solo per ricevere un utile o per rimedio alla solitudine. Come per gli oggetti: usa e getta, e poi addio. La prospettiva di un impegno permanente suscita timore, a volte per problemi economici o lavorativi, o perché non si vedono possibilità nel futuro o perché influenzati dal fallimento di altre coppie o da ideologie che svalutano il matrimonio e la famiglia.
Le famiglie sono oggi attaccate su tanti fronti e molti sono elencati in questo capitolo. Situazioni e sfide che attanagliano le famiglie, quasi «più preoccupate di prevenire problemi futuri che di condividere il presente». Ma, si domanda papa Francesco, «chi si occupa oggi di sostenere i coniugi, di aiutarli a superare i rischi che li minacciano, di accompagnarli nel loro ruolo educativo, di stimolare la stabilità dell’unione coniugale? Solo l’unione esclusiva e indissolubile tra un uomo e una donna svolge una funzione sociale piena: nessuna unione precaria o chiusa alla trasmissione della vita assicura il futuro della società». Eppure in molti paesi si smantella giuridicamente la famiglia con leggi che permettono varie alternative al matrimonio, che così perde le sue caratteristiche di esclusività, indissolubilità e apertura alla vita, per apparire una proposta antiquata tra altre.
Il capitolo si chiude però con un segno di speranza: «grazie a Dio per la presenza di molte famiglie che, ben lontane dal considerarsi perfette, vivono nell’amore, realizzano la propria vocazione e vanno avanti anche se cadono tante volte lungo il cammino». Questa è la forte esortazione di papa Francesco alle famiglie: essere famiglie reali «piene di gioie, drammi e sogni. Le realtà che ci preoccupano sono sfide, che invitano a liberare in noi le energie della speranza traducendole in …azioni trasformatrici». È questo anche l’invito del nostro Vescovo nel Progetto pastorale, che individua la famiglia come centro delle attenzioni pastorali per costruire insieme una Chiesa “famiglia di famiglie concrete”, con problemi concreti, così come sono: immagine di Dio.

Giampiero e Giovanna Deiana

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