Il bilancio del campus di volontariato

Costruire uno spazio di pace

Parla la referente Anna Corsi

Anna Corsi da diversi anni è la referente dell’ ufficio immigrazione per la Caritas di Nuoro, ha partecipato all’ultima edizione del campus di volontariato internazionale realizzata dal 2 al 9 agosto a Cagliari presso le missioni saveriane.

Un bilancio del campo

Alla 14esima edizione hanno partecipato venti nazioni del mondo, il tema era “Fai la differenza” ossia spendere il proprio tempo gratuitamente nelle opere della Caritas di Cagliari, tutti i partecipanti provenienti da vari paesi del mondo, circa 110, sono stati divisi in gruppi di lavoro, ogni gruppo di 5-6 persone svolgeva un contributo volontario nelle opere che possono essere mensa, dormitorio , oratorio, famiglie rom e ufficio immigrazione, centro di accoglienza di Quartucciu e Selargius. Il mio gruppo prevedeva volontari di Russia, Ucraina, Perù, Grecia e Santo Domingo, presso il centro famiglia di bambini italiani e stranieri gestito da una vincenziana.

 

Come era organizzata la vostra giornata?

La mattina dopo la colazione e il momento di preghiera ogni gruppo veniva accompagnato nel centro di destinazione, al termine della mattina si torna al centro saveriano per il pranzo comunitario, di pomeriggio erano previsti momenti di formazione sulle dipendenze e sul volontariato, alla fine delle attività c’era animazione con musica canti e balli.Comunque attività pratiche.

 

Cosa è rimasto e cosa è cambiato in questi anni di campo ?

Resta una esperienza per superare le diversità, che nasce da rispetto accoglienza e condivisione di ore di lavoro, quest’anno ci si incontrava con persone sconosciute e si faceva amicizia al di là della lingua della religione e della cultura, ci si confronta con persone da diversi paesi del mondo

 

Qual è la composizione dei volontari?

Gli stranieri sono più numerosi e in occasione della messa con l’arcivescovo di Cagliari partecipano anche i ragazzi musulmani, in questa circostanza sperimentiamo l’ecumenismo così come nella preghiera mattutina, dopo la lettura di un brano del Vangelo. Con la bellezza di Suor Gabriella che animava questo momento. Per comunicare abbiamo usato l’inglese ama anche francese e i traduttori.

Quali le testimonianze più significative?

Quelle dei palestinesi che hanno mostrato grande speranza nonostante la situazione che vivono, portano nel cuore una capacità di saper superare il conflitto; come i ragazzi libanesi, i russi guidati da padre Vladimir non possono parlare della guerra, sanno che se il governo li chiamasse alle armi non potrebbero rifiutarsi, tantissimi gli africani specialmente dalla Repubblica democratica del Congo che attraverso la musica e le danze hanno raccontato le proprie esperienze di vita.

 

Anche l’inclusione è stata protagonista del campo

Un ragazzo con disabilità, Alberto, mi ha conquistato per la sua simpatia, in occasione della Family beach nella spiaggia del Poetto. Erano presenti in egual misura ragazzi e ragazze.

Il messaggio finale del campus?

Il Mediterraneo è il nuovo lago di Tiberiade, dobbiamo costruire uno spazio di pace, non deve essere un cimitero di migranti ma un luogo dove ci riconosciamo come fratelli e sorelle con pari dignità e diritti.: i ragazzi con il loro impegno e dedizione ci raccontano che un mondo diverso e piu’ umano e’ possibile. Grazie di cuore.

La solidarietà  la fratellanza non hanno confini! aggiunge Anna Corsi che chiude con una frase celebre “I care” di don Milani! Io me ne faccio carico!Questo e’ il grande insegnamento del Campo Internazionale di Volontariato!

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