Nuoro, Santa Maria della Neve (15-21 gennaio 2017)

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La pieve divenuta Cattedrale

 

Secondo gli storici più accreditati, la prima parrocchia di Nuoro era quella di Sèuna (una sua campana con impressa la data 1336 venne fusa qualche secolo dopo), dedicata a Sant’Emiliano (o Giminiano, o Giuliano) e ad essa facevano riferimento i nuoresi dei vari rioni fino a quando la chiesa andò in rovina e venne sostituita da Santa Maria della Neve che si trovava all’incirca all’altezza del piazzale dell’odierna Cattedrale. I primi registri di battesimo di questa nuova parrocchia riportano la data del 6 dicembre 1667 e sono conservati nell’Archivio Vescovile. La chiesa di Santa Maria, di stile gotico aragonese e con lo stesso titolo patronale di quella odierna, dotata di un proprio cimitero, fu demolita nei primi decenni del 1800. Per alcuni secoli è stata l’unica parrocchia della città, sede del pievano, pur essendo presenti a Nuoro molte chiese, alcune ormai scomparse, a volte sede di confraternite e con sacerdoti che officiavano le funzioni sacre, oltre al Convento francescano dei Minori Osservanti con una quindicina di frati.
Con la Bolla Eam inter caeteras emanata il 21 luglio 1779 Pio VI ricostituì la diocesi di Galtellì con sede a Nuoro e in questo centro, che allora aveva circa 3000 abitanti, si delineò la necessità di disporre di un edificio sacro degno di fungere da sede della cattedra vescovile. Venne scelta come cattedrale proprio la vecchia pieve di Santa Maria, ristrutturata temporaneamente in attesa di costruirne una nuova.
Bisognerà attendere il 12 novembre 1836 allorquando monsignor Giovanni Maria Bua, amministratore della diocesi, pose la prima pietra della nuova cattedrale, progettata da fra Antonio Cano e aperta al culto dopo numerose vicissitudini (fra l’altro la morte dello stesso architetto caduto da un’impalcatura e di monsignor Bua nel 1840) il 29 giugno 1853 e finalmente consacrata solennemente il 3 luglio 1873 dal nuovo vescovo Salvatore Angelo Demartis.
La nuova chiesa Santa Maria della Neve diventò a un tempo Cattedrale e parrocchia e già il 21 agosto 1829 l’arcivescovo Bua, come primo atto del suo governo in diocesi, aveva istituito la figura del canonico parroco della Cattedrale e da allora se ne sono succeduti 7.
Nel secolo scorso la vita della Cattedrale è stata caratterizzata da importanti avvenimenti e ricorrenze fra cui la celebrazione di diversi Giubilei, il più importante dei quali quello del 1900 culminato con i festeggiamenti per la collocazione della statua del Cristo Redentore sul Monte Ortobene (29 agosto 1901). Altre momenti significativi sono stati la nascita dei mezzi di comunicazione della Diocesi, L’Ortobene (1926) e Radio Barbagia (1977), la visita del Papa Giovanni Paolo II (1985) e dei Presidenti della Repubblica Segni, Saragat, Cossiga, Scalfaro e Ciampi.
Ancora in Cattedrale si sono svolte molte celebrazioni in occasione del bicentenario per la ricostituzione della Diocesi di Galtellì con sede a Nuoro (1779-1979), momento di conversione e di crescita per tutta la comunità diocesana.
Infine non possiamo dimenticare che proprio nella nostra parrocchia sono nate le prime associazioni cattoliche della città (Azione Cattolica – Scout – Vincenziane – Francescani) particolarmente attive negli anni del dopoguerra, all’interno delle quali si sono formate varie personalità del mondo ecclesiale e civile.
Molte cose sono cambiate con il tempo. Ancora oggi, pur non essendo l’unica parrocchia in città, la Cattedrale è sempre stata un punto di riferimento per i nuoresi, se non altro perché in essa si sono svolte e tuttora si svolgono le funzioni solenni presiedute dal vescovo.
Attualmente la cura pastorale è assicurata da don Antonello Tuvone, rettore del seminario, quale amministratore parrocchiale, coadiuvato da don Luciano Monni. Accanto a loro offre la sua preziosa e saggia collaborazione don Francesco Mario Mariani.
Alla parrocchia appartengono circa 4 mila fedeli, dispersi in un vasto territorio che va da Monte Jaca a Mughina, a Piazza Italia; in essa sono situate molte istituzioni civili quali la caserma dei Carabinieri e quella della Guardia di Finanza, il tribunale, uffici dell’INPS e ambulatori della ASL, i musei cittadini e la biblioteca Satta, Università, scuole primarie e materne, le sedi delle redazioni locali dei quotidiani isolani, quelle dell’Ortobene e di Radio Barbagia, oltre a numerosi studi professionali privati, uffici di patronato e attività commerciali di vario genere.
Questa variegata presenza genera una situazione complessa alla quale la parrocchia cerca di dare risposte, avendo come ispiratrice una Chiesa dal volto luminoso e trasparente dell’amore di Dio che parla di misericordia.
Sono presenti in Cattedrale l’Azione Cattolica, il Gruppo della Parola, la Confraternita Santa Croce, il Terzo Ordine Francescano Secolare, un nutrito gruppo di Catechiste, il gruppo Vincenziane, il gruppo Rinnovamento nello Spirito. Va sottolineata inoltre la presenza delle religiose Figlie della Chiesa e dei ragazzi del Seminario che offrono valide opportunità pastorali alla nostra comunità.
Le chiese ubicate nella nostra parrocchia: la cappella privata Nostra Signora del Carmelo, Nostra Signora del Monte Ortobene, Santa Croce e cappella della Casa San Giuseppe (le ultime 2 assicurano messe giornaliere), se da una parte offrono un servizio prezioso ai fedeli, dall’altro favoriscono indirettamente un’attenuazione del legame con la nostra comunità.
Amiamo questa nostra comunità che abbiamo visto crescere nel tempo e che ci invita a «vivere nella crisi con lucidità e coraggio» disponendoci ad affrontare i vari problemi che la vita moderna pone quotidianamente alla nostra attenzione e responsabilità: pauroso calo demografico; incrostazioni familistico-clientelari; famiglie adultocentriche; divorzi, separazioni e soprattutto convivenze in aumento; alto numero di aborti; crescenti casi di tossicodipendenze e ludopatie; consumismo; fragilità interiore e solitudine esistenziale dei nostri ragazzi; aumento denunce nei confronti di minori; Alto indice di disoccupazione specie giovanile e femminile; emigrazione giovani universitari e laureati; modesto livello di preparazione degli studenti; dati allarmanti sulla dispersione scolastica.
La visita pastorale del nostro vescovo – che è alla guida della diocesi dal 19 giugno 2011 – costituirà certamente un’occasione preziosa per riflettere e progettare con decisione e saggezza pastorale un cammino comunitario di servizio alla parrocchia.

Francesco Cossu
Giovanni Puggioni

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Il programma
  • Domenica 15 gennaio
    Ore 10.00: Apertura Visita Pastorale Parrocchiale.
    Accoglienza del Vescovo sul Sagrato della chiesa e Santa Messa
    Ore 12.00: Santa Messa
    Ore 16.00: Visita Ammalati e Anziani
    Ore 18.00: Santa Messa Capitolare
  • Lunedì 16 gennaio
    Ore 8.00: Santa Messa
    Ore 18.00: Santa Messa
    Ore 19.00: Incontro con il Consiglio Pastorale Parrocchiale e il Consiglio per gli Affari Economici
  • Martedì 17 gennaio
    Ore 8.00: Santa Messa
    Ore 8.30: Udienze. Il Vescovo resta a disposizione per colloqui personali con chi abbia il piacere di incontrarlo
    Ore 9.30: Visita Scuola Materna di via San Francesco
    Ore 10.00: Visita Ammalati e Anziani
    Ore 12.00: Visita alla Caserma della Guardia di Finanza
    Ore 16.00: Adorazione Eucaristica e Liturgia Penitenziale. Confessioni
    Ore 18.00: Santa Messa
    Ore 19.00: Incontro con tutti gli appartenenti ai gruppi e associazioni presenti in Parrocchia
  • Mercoledì 18 gennaio
    Ore 8.00: Santa Messa
    Ore 9.30: Visita alla Scuola Materna Gallisai
    Ore 10.30: Visita ammalati
    Ore 12.00: Visita alla Comunità Il Grappolo
    Ore 15.30: Visita ammalati
    Ore 16.30: Incontro con i ragazzi e bambini del catechismo
    Ore 18.00: Santa Messa
    Ore 19.00: Incontro Catechisti/e
  • Giovedì 19 gennaio
    Ore 8.00: Santa Messa
    Ore 16.00: Visita alla Caserma Carabinieri
    Ore 16.45: Visita ammalati
    Ore 18.00: Santa Messa
    Ore 18.30: Udienze
    Ore 19.00: Festa della Famiglia. Incontro con tutte le famiglie: genitori dei ragazzi del catechismo, con gli sposi novelli e con le coppie che compiono anniversari significativi
  • Venerdì 20 gennaio
    Ore 8.00: Santa Messa
    Ore 9.30: Visita ammalati
    Ore 10.00: Visita alla Scuola Materna di S. Onofrio
    Ore 11.00: Visita alla Scuola Elementare Podda
    Ore 12.00: Visita all’Università
    Ore 15.30: Visita ammalati
    Ore 18.00: Santa Messa in suffragio di tutti i defunti della Parrocchia
    Ore 19.00: Assemblea parrocchiale e presentazione dell’adeguamento liturgico del presbiterio
  • Sabato 21 gennaio
    Ore 8.00: Santa Messa
    Ore 9.30: Visita all’Istituto Magistrale
    Ore 10.30: Visita alla Casa Satta
    Ore 18.00: Santa Messa di conclusione della Visita Pastorale. Benedizione fuoco di Sant’Antonio. Cena comunitaria

La ricchezza delle opere e degli arredi sacri

«È questa la chiesa cattedrale più bella e magnifica della Sardegna»: così si esprimeva in una relazione alla Santa Sede monsignor Domenico Varesini, arcivescovo di Sassari e Amministratore Apostolico di Nuoro dal 1843 al 1848.
Forse il buon arcivescovo, che ha avuto il merito di far riprendere i lavori nel 1846 del costruendo nuovo edificio sacro dopo la morte dell’architetto Antonio Cano e di monsignor Giovanni Maria Bua, si era fatto prendere la mano dall’entusiasmo: resta comunque indubitabile che la Cattedrale, dal sobrio stile neoclassico allora imperante, con l’aggiunta di qualche elemento barocco, non sfiguri affatto nei confronti di altre chiese della Sardegna.
Sin da subito i vescovi che si sono succeduti la dotarono di arredi sacri preziosi che si aggiunsero a quelli provenienti da altre chiese della Diocesi o dal patrimonio della soppressa Compagnia di Gesù, e nel corso degli anni si è arricchita di veri tesori d’arte.
I portoni in bronzo posati negli anni ottanta del secolo scorso sono dell’artista dorgalese Piergiorgio Gometz, all’interno, sulla navata centrale è da ammirare il pulpito in marmo bianco attribuito a Francesco Cucchiari e Michele Fiaschi (1850 – 1854). Numerosi i quadri di artisti di varie epoche quali quello dell’apparizione della Vergine ai patrizi romani di Salvatore Ghisaura di Ozieri (1855), la deposizione attribuita ad Alessandro Tiarini (sec.XVIII), Gesù tra i dottori del napoletano Luca Giordano (sec.XVII), Sacra Famiglia con angeli del cagliaritano Antonio Caboni (1845-50), i 14 quadri della Via Crucis di Giovanni Ciusa e Carmelo Floris (1954), la Madonna del Carmelo del romano Salvatore Mimocchi, alcuni di Angelo Garzia, dei nostri Bernardino Palazzi, Antonio Ballero, Tonino Ruiu e altri ancora.
Nelle sacrestie si conservano preziosi paramenti di varie epoche, piatti e calici d’argento, candelabri e aspersori usati nelle varie celebrazioni liturgiche e altri arredi d’altare: tutte opere d’arte che numerosi visitatori hanno potuto ammirare nella Giornata Fai del dicembre scorso.

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La Domus Misericordiae don Pietro Orunesu

San Giovanni Paolo II molto probabilmente l’avrebbe definita «fantasia della carità». Don Antonello Tuvone e don Luciano Monni insieme a tutta la comunità e alla Caritas parrocchiale hanno voluto trovare un alloggio a persone in difficoltà tra cui alcuni migranti. Così dal maggio 2016 è nato il dormitorio Domus Misericordiae don Pietro Orunesu con cui la comunità parrocchiale ha voluto aprire il cuore a un’emergenza sociale cittadina.
La struttura ospita attualmente 6 persone indigenti che avevano bisogno urgente di un letto per dormire.
Altri 6 bisognosi (2 migranti nigeriani e 4 sardi) trovano ospitalità nei locali del vescovado. A questi ospiti, che a pranzo si recano alle mense delle Grazie e del Sacro Cuore, viene offerta ogni sera la cena nei locali della parrocchia della Cattedrale.
La gestione delle due strutture è affidata a un gruppo di volontari della Caritas parrocchiale.
Questa iniziativa, che l’intera comunità parrocchiale sostiene con grande generosità, vuole essere, secondo le indicazioni del Papa e del Vescovo, un segno visibile del Giubileo della Misericordia.

Pubblicato in: Visita Pastorale

Argomenti: Parrocchia Santa Maria della Neve Nuoro Visita pastorale 2016-2018

Publicato il: 28-01-2017