Numero 1 dell’11 gennaio 2026

Un numero speciale dedicato al centenario del giornale quello in uscita mercoledì 7 gennaio. Edizione particolare fin dalla copertina che oltre alla testata con il logo dei cento anni è impreziosita da un’opera realizzata dall’artista Francesco “Paco” Corrias che riassume sulla tela il significato di questo anniversario.
Il giornale, per l’occasione di 20 pagine, è diviso in sezioni. In primo piano gli editoriali firmati dal Vescovo Antonello Mura, dal direttore don Francesco Mariani, da monsignor Sebastiano Sanguinetti (già direttore del giornale per un biennio) e dal Vescovo emerito Mosè Marcia. Seguono le pagine di storia dalle origini agli anni 2000 con i contributi di Antonio Delogu, Pietro Puggioni, dell’ex direttore Michele Tatti, insieme a un editoriale del direttore don Giovanni Carta scomparso nel 2017.
Una pagina è dedicata a due personaggi come Francesco Dore e monsignor Rosario Menne e al loro rapporto con il giornale.
Tutta la sezione centrale è intitolata “Amico ti scrivo” con le lettere e le considerazioni di personaggi della politica e della cultura: i contributi sono firmati da Mario Zidda, Bachisio Bandinu, Nando Buffoni, Agostino Erittu, Paolo Maninchedda, Angelo Rojch, Bachisio Porru, Antonello Soro.
La sezione delle interviste, firmate da Lucia Becchere, omaggia i centenari (rappresentati da Gesuina Madau), le delegate stampa (con la voce di Peppino Fulgheri), una collaboratrice storica come Dolores Turchi e un sacerdote quasi “fedale” del giornale come don Virgilio Sanna.
Il rapporto con il mondo della scuola è nel contributo della professoressa Venturella Frogheri che guida i suoi studenti del Liceo Classico “Asproni” nella rubrica dedicata ai classici.
Marilena Orunesu e Luciano Piras raccontano il giornale come palestra di giornalismo.
Per i paesi spazio a Orune come specchio delle collaborazioni dalle parrocchie nell’ultimo secolo e a una poesia dedicata a Bitti sul tema dello spopolamento.
La pagina controcopertina, intitolata Chent’annos presenta il primo articolo scritto dal Vescovo Maurilio Fossati, fondatore de L’Ortobene, nel gennaio del 1926 e ancora i profili dei direttori che si sono succeduti alla guida del giornale. I cambiamenti di formato e di periodicità completano la pagina illustrata da alcune prime pagine storiche. Infine, per legare la prima e l’ultima pagina l’artista Francesco Corrias racconta l’opera da lui realizzata: L’Ortobene come uno di famiglia. Di generazione in generazione.
A sos atteros chentu.

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