La Pastorale del Turismo 2026

Presentato a Nuoro il programma della nuova edizione

Ci vuole coraggio, oggi, per continuare a sognare. O per riprendere a farlo. Eppure, della materia di cui sono fatti i sogni si può intessere la realtà quotidiana per non smettere di desiderare e di costruire un mondo migliore. Una sfida da raccogliere e da provare a vincere, anche davanti a scelte faticose, a sogni infranti, a strade da aprire laddove sembrano non essercene.

Nasce così “Largo ai sognatori”, lo slogan della manifestazione estiva ideata e realizzata dalle diocesi di Lanusei e di Nuoro, che prenderà avvio ufficialmente il 28 luglio e proseguirà fino al 9 settembre:gli spazi all’aperto dell’Anfiteatro Caritas di Tortolì e quelli dell’Area Fraterna a La Caletta di Siniscola accoglieranno artisti, ospiti e il pubblico della Pastorale.

Il programma artistico – che annovera tra i suoi ospiti personaggi del calibro di Riccardo MilaniNicola Riva, Filippo Graziani e Alberto Bertoli, Anna Foglietta – a cui verrà conferito il Premio Persona Fraterna 2026 –, Chiara Caselli e Amanda Sandrelli, Mario Lavezzi, Rita Pavone, Elio e i Tenores di Neoneli, Gianfranco Matteoli,  Caterina Murino, Maria Giovanna Cherchi, Silvano Vargiu, Neria De Giovanni, Luigi D’Elia e Benedetta Giuntini, Omar Pedrini, Walter Rolfo, Paolo Nespoli, Giacomo Cao, Luca Peyron, Arianna Ciampoli e Antonio Maggio, Francesco Demuro, Patrizia Mercolino, Franco Nembrini e Pier Luigi Bartolomei, Mons. César Essayan e Noorit Felsental Berger, l’Ensemble Vocale In Cantigas – e tutte le attività collaterali sono state presentati durante la conferenza stampa di venerdì 3 luglio nella sala diocesana San Giovanni Paolo II di Nuoro.

All’incontro sono intervenuti il Vescovo di Nuoro e di Lanusei Antonello Mura, il quale si è soffermato sul senso di una Pastorale del Turismo che vuole “coccolare” il pubblico e i suoi sogni, che incoraggia non a un sogno disincantato, ma a quello capace di vedere oltre e di trovare la forza per realizzarsi: «Fate largo ai sognatori è un appello necessario. Gianni Rodari l’ha raccontato splendidamente in una filastrocca, nella quale dà un nome ai “passeggeri ideali” che potrebbero andare sulla luna. Non potrebbe essere un generale, che chiederebbe di suonare la tromba; né tantomeno un banchiere, che vorrebbe la sua cassaforte; e neanche un ministro, con il suo codazzo di usceri. Sulla luna – scriveva – può allunare solo un poeta, perché lui “sa sognare l’impossibile anche quando è disperato”.

L’edizione numero dodici della pastorale del turismo vuole coccolare i sognatori. Quelli che guardano oltre, perché sanno vedere (intravedere) quello che (ancora) non si vede. Quelli che, come diceva Carlo Petrini – che tra l’altro avevamo invitato e che è deceduto lo scorso 21 maggio – seminano utopia e raccolgono realtà. Don Milani raccomandava di avere il coraggio di sognare perché, scriveva, è necessario “sfottere crudelmente non chi cammina in basso, ma chi mira in basso, rinfacciargli ogni giorno la sua vuotezza, la sua miseria, la sua inutilità, la sua incoerenza”.

Largo ai sognatori, quindi – ha chiosato il Vescovo –. Tra i protagonisti di quest’anno, troviamo testimonianze esemplari, talvolta faticose, di sogni realizzati o da realizzare. Troviamo anche sogni infranti o da ricostruire. Troviamo storie di vita vissuta, con riferimenti attuali o al passato».

È stata poi la volta di Don Alessandro Fadda, responsabile dell’Ufficio Pastorale del Turismo per la Diocesi di Nuoro, il quale ha sottolineato il grande lavoro di sinergia delle due Diocesi e degli Uffici di Pastorale del Turismo negli anni; unione e condivisione che trovano espressione anche nei luoghi che ospitano tutti gli eventi: «Tra i vari aspetti che caratterizzano l’esperienza della Pastorale, vanno annoverati alcuni che costituiscono l’essenza stessa della proposta. Anzitutto si tratta di un cantiere a carattere ecclesiale, dove due diocesi eterogenee si incontrano per realizzare insieme qualcosa di significativo. Nel corso del tempo e nella maturazione della proposta, si sono coinvolte diverse persone, sacerdoti e laici che, a nome delle due diocesi si sono incontrate e hanno condiviso un progetto impegnativo ma, a detta di tutti, coinvolgente e stimolante. Incontrarsi e lavorare insieme a servizio delle nostre Chiese locali, costituisce per noi motivo di grande soddisfazione. Non si possono dimenticare, tuttavia, quanti sono stati coinvolti per un sopporto a carattere tecnico-organizzativo: parlo dei tanti volontari che contribuiscono alla riuscita dell’evento, sia a La Caletta come a Tortolì. In questo senso – ha spiegato don Alessandro –, anche i luoghi in cui si svolgono le serate, l’Area Fraterna a La Caletta e l’Anfiteatro Caritas a Tortolì, indicano il clima che nel tempo si è consolidato e la qualità delle relazioni che si sono rafforzate. Quasi un “dietro le quinte” capace di dare consistenza a quanto si svolge nel corso della rassegna con la pretesa, non velata, di esprimere anche così la finalità che si intende raggiungere con una proposta che sta riscuotendo sempre maggiore diffusione e consenso».

Al medico e fotografo ogliastrino Pietro Basoccu il compito di illustrare la mostra fotografica “A casa di Lola. Sulle tracce di Maria Lai” che verrà ospitata all’Anfiteatro Caritas di Tortolì per l’intera durata della kermesse estiva, dal 28 luglio al 9 settembre: «La casa di Lola è quella dove Maria Lai ha vissuto al rientro in Sardegna, dove ha lavorato alle tele cucite, ai libri scritti con ago e filo, alle ceramiche, ai telai policromi. Maria Lai qui sembra essere ovunque – racconta Basoccu –, ha lasciato traccia della sua creatività nelle piastrelle del bagno, in quelle della cucina, nei muri di tutta la casa, nei pavimenti (Pietro Basoccu è il primo autore a cui viene concesso di realizzare un lavoro fotografico nella sua casa ndr).

La mostra è composta da 36 stampe in bianco e nero di grandi dimensioni ed è accompagnata da un catalogo edito dalla Soter. L’allestimento della mostra è di Su Palatu fotografia».

Ad aprire le serate della Pastorale saranno i cortometraggi che animano il progetto Camineras, curato dal filmmaker Vincenzo Ligios, che ne ha illustrato specificità e valenza: «C’è un sogno che attraversa i paesi della Sardegna interna. Non è fatto di illusioni, ma di gesti quotidiani, di scelte coraggiose, di ritorni, di attese, di cura. È il sogno di chi continua a credere che un territorio possa ancora generare futuro. Il tema scelto per questa edizione – ha spiegato –, Largo ai sognatori, è il filo rosso che unisce opere molto diverse tra loro: c’è chi sogna una primavera capace di ridare voce a un’intera comunità; chi immagina di riportare in vita un borgo quasi disabitato; chi guarda oltre un destino che sembrava già scritto; chi sceglie di tornare nella propria valle per ricominciare; chi resiste al tempo prendendosi cura di ciò che resta. Camineras è, prima di tutto, un invito ad ascoltare i sognatori. Persone comuni che, attraverso le loro scelte, dimostrano che il cambiamento nasce sempre da una visione capace di andare oltre l’immediato. Perché ogni cammino inizia con qualcuno che ha avuto il coraggio di immaginare una strada dove ancora non esisteva. E forse, oggi più che mai, c’è bisogno di lasciare spazio ai sognatori».

Ecco titoli e autori dei cortometraggi: Un ardente desiderio di primavera (Marta Massa); Sogno a Lollove (Giada Di Fonzio); Guardare oltre (Marco Spanu); Gionata della Valle (Tito Puglielli); Tutto quello che resta (Michele Garau); Isetande. Aspettando di tornare a casa (Andrea Fanni).

Nel corso degli interventi, Claudia Carta – giornalista alla guida del mensile diocesano L’Ogliastra, responsabile dell’Ufficio Pastorale del Turismo per la Diocesi di Lanusei – ha sottolineato uno dei momenti da sempre più significativi della manifestazione, il Premio Persona Fraterna, che negli anni ha riconosciuto il profondo impegno in ambito sociale, umanitario, educativo di numerosi protagonisti del nostro tempo e che quest’anno verrà conferito all’attrice Anna Foglietta.

Ha, inoltre, sottolineato un connotato essenziale della Pastorale, quello dell’accoglienza a cura dei diversi paesi: quest’anno, per la Diocesi di Lanusei saranno protagoniste le comunità di: Arbatax, Baunei, Ilbono, Lotzorai, Seui, Triei, Villaputzu. Per la Diocesi di Nuoro: Siniscola, Orotelli, Oniferi, Loculi, Galtellì, Orosei-Sos Alinos, San Paolo e San Francesco per Nuoro città.

Infine, i numeri della nuova edizione che prenderà avvio a fine luglio, per un evento che, negli anni, ha raggiunto un alto grado di visibilità, una eco nazionale, grazie a una comunicazione attenta e mirata, in cui la sinergia tra cartaceo e digitale ha reso la manifestazione fruibile a tutti, vicini e lontani.

«Sono complessivamente 23 gli appuntamenti in calendario che porteranno sul palcoscenico della Pastorale oltre 80 protagonisti, tra ospiti, artisti, musicisti, giornalisti, 6 le videoproiezioni, 5 gli spettacoli e i concerti, 5 gli incontri d’autore – ha illustrato la responsabile ogliastrina per la Pastorale –. E con un finale a sorpresa!

Una visibilità dell’evento che è andata crescendo nel tempo in maniera importante, che ha fidelizzato una fetta importante di pubblico, ma che continua a registrare l’incremento di turisti e visitatori dei nostri territori.

Un grazie particolare va a tutti i colleghi della carta stampata, della televisione e della radio, per l’ampio spazio che ogni anno viene riservato alla Pastorale. Dalla diretta (Sardegna Live) ai canali You Tube e Facebook delle testate diocesane, L’Ortobene (Nuoro) e L’Ogliastra (Lanusei) che rilanciano i contributi video e fotografici, a raccontare le tre settimane di eventi. Visualizzazioni sempre di altissimo valore sia nelle dirette che nei giorni successivi. Tutto questo fa della Pastorale un appuntamento davvero tanto atteso».

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